Dallo sfogliare un Taschen Buch, riflessioni su



Citazione di Federico Botero e la forma:

“Quando si guarda un quadro, importante è capire dove nasce il piacere. Per me è la voglia di vivere che scaturisce dalla fisicità delle forme. Perciò, cerco di creare la fisicità attraverso le forme.”


Intuisco un di più. Un senso di intima percezione della serenità interiore traspare dall’apparente fissità delle immagini, fissità negata poi dalla magnanima ridondanza plastica e cromaticamente appassionata delle figure, quasi rassegnatamente carnali, su sfondi che non attentano all’essenza del giardino segreto dei personaggi.

Repellenti nei tratti, enormi e mostruose nelle forme, - nella comune accezione del bello -, come il Buddha, le sue creature si ristanno, quiete e morbide e osservatrici, e seppur impigliate nel moto perenne delle sfere celesti, si stagliano, regalmente distaccate da una realtà che al loro sentire rimane apparente.

Eppure, la corrente vitale che l’artista trasfonde nelle sue opere, scorre con la potenza di un eros travolgente; le scuote dentro, ed esse rispondono, come una terra che trema e ogni cosa sommuove.

Splendidi, i nudi di donna carichi di erotismo primordiale, dall’incarnato rosastro della pudicizia manifesta attraverso gesti lievi e coperture minime, velate appena, più a segnare una via, una suggestione del piacere, che a occultare arcani femminili.

Il maschio, l’uomo, un’apparizione, a volte marginale, altre di necessario complemento all’esaltazione della femmina carnosa e carnale. In Botero, la femmina non è mai l’Eva peccatrice. Ella tenta con l’innocenza del suo consapevole esistere.

Struggenti, le piccole macule di colore acceso che, con tocchi apparentemente inconseguenti spuntano sulla pelle e tra le chiome maliarde delle sue donne burrose. A mirarle, si spalanca come una voragine di fame atavica, la stessa fame che assicura al pianeta la continuazione della specie.

Piccole mani e piedi incongruenti, mammelle minime e fuori posto che nulla rubano all’abbondanza già piena del corpo intero. L’artista non è, egli stesso, soggetto passivo e l’uomo che è in lui e che si manifesta nelle sue pitture, non anela a succhiare il latte materno da un seno che gli fu negato.

Riconosce la necessità del distacco e immergendosi nella pastosità delle forme che lui stesso partorisce, si nasconde al loro interno, ne trae piacere e consolazione e istiga il maschio a divenire intero, ricongiungendosi alla figura archetipa pre-esistente la Caduta dall’Eden.

Con visionarietà e orgoglio restituisce al mondo, in un impeto di femmineo desiderio di contribuire alla creazione della materia corporea, le due mezze mele, ricomposte in lui attraverso la passione per il piacere che dà vita, espressione indispensabile e imprescindibile per il raggiungimento di un equilibrio tra gli elementi che costituiscono la sostanza dell’universo intero.

Laura Onofri

3 marzo 2011

Attuali e infami

Un caso giudiziario

L’uomo sbagliato:
Daniele Baroni.

Una storia vera

Un film per la Rai

Che ci vuoi aggiungere
alla disperazione di
un innocente privato malamente
del sapore della libertà di sbagliare passi
oltre sbarre di prigione
che non gli toccava di soffrire?

Di niente la puoi infiorare
una storia così,
salvo che per una volta
i buoni vincono e i cattivi pagano.

E lei l’ha a s p e t t a t o

Sei anni di speranze inventate
che d’un tratto hanno trovato la via
per diventare realtà
che restituisce alla vita dentro se stessi

Alla vita fuori


E lei l’ha aspettato

Perché

l’amore è kosì

Tocco questa verità con mano
e l’adulta consapevole che mi abita

p i a n g e

Piange come fanno i bambini indifesi

violitaElpisDalFondoDelVasoDiPandora

Domanda impertinente ma sensata

Esiste? Non esiste?

La Cosa Giusta

è quella farsa

già

messa in atto da

Pilato.

Per lavarsene le mani.

La Cosa Giusta

è una nuda

astrazione crudele

e chi la inghiotte

si sazia di sé.

Unicamente.

violitasalomonica

Besame mucho


Mano accarezza
Lieve il piede
Come fosse bocca
Di sposo
E lo inghirlanda
Per la festa
A venire

violasogno

Dopo lo tsu-nami del 2004

Custodire per non morire. After Tsunami

a mia nipote Emma, infante

La Terra inquieta

si agita

e le acque

terribili

divorano

Violita

custode pacata

culla dal fianco

una speranza

Piccola

Vitale

f o r s e

Immensa

violitasilenziosa

Duo pensiero a riempire spazi vuoti

è bellissimo leggere:

“…noi non ci perderemo, Alchemist Viola forever, una viola che ti sta sempre accanto, ti sta accanto come sai, e attento a non farti accorgere da altri che poggiata contro la schiena, il fiato sul collo e le labbra sulla tua amata pelle, c'è questo fiore che ti ripara e ti cede il suo profumo…”

e ti ringrazio per queste parole dolcissime che sono davvero un grosso aiuto, a un lavoratore per tirare avanti.

Sapermi ricordo indelebile, come tu lo sei per me, mi regala davvero tanta forza interiore...

Così è se vi pare...

Ecco: per mille e un motivo - tantissimi, insondabilissimi nel loro insieme - si viene a creare la rocambolesca situazione del triangolo, a cui in realtà uno dei lati risulta corroso e smangiucchiato. Magari due lati. Praticamente tre.

Riflessione: se i lati non sono smangiucchiati il triangolo non si forma manco a schiattare, nemmeno per un minuto. Figuriamoci due. Infatti, qui abbiamo un quadrato.

Ciack:

m’impadronisco al volo della parte dell'altra - come dire, più dinamica -.
L'altra è insediata su un trono che vuoi o non vuoi, è il suo.
Il suo presunto legittimo fa una vita marziana.

Abbiamo poi la cosiddetta 'lei', assisa su certi allori per via di un'antica forma di accordo.

Chiude la figura geometrica 'u fitusu', che si inventa di essere Pegaso. Alla fine scoprirà di essere Icaro. O forse era davvero Pegaso.

La faccenda rimane sospesa tra la parentesi delle seguenti parole:

da 'L'amore ai tempi del colera', di Gabriel Garcia Marquez

"... e fino a quando crede che possiamo continuare con questo andirivieni del
cazzo?" gli domandò.
Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatrè anni sette mesi e
undici giorni, notti comprese.
"per tutta la vita" disse.

8.04.2005

14.03.2011


Frammento


"Oltre ad aver arricchito il mio guardaroba personale, negli anni, ho fatto sì che la mia fantasia commissionasse per te abiti che ad aprire gli armadi, li vedi... sono più ricchi e sontuosi di quelli della nostra Isabella Marchesana. Ho spronato e seguito un numero insostenibile di maghe dell'ago e del filo, sarte, creatrici, ricamatrici, filatrici e cercatrici di perle e rubini e diamanti e zaffiri e smeraldi. Capisco... tutta quella sontuosità ti è piombata addosso come un moderno bulldozer.

Ma io te li ho regalati e te li lascio in magnanima eredità... peggio per te se pesano. Le mie intenzioni era splendide."

Ripescaggio, ovvero... come recuperammo tra sorelle...

Metro Goldwin Myer presenta:

Re-incontro dopo tempi duri. Due sorelle e altri. Ore 16.30, 14 marzo 2011. Zona Cipro. Roma

La signorina Serbelloniviendalmare (sottoscritta) attendeva, allo sbocco di salitina 'nu poco squallida di uscita automezzucci - aho, manco 'na ferrari, manco 'na porsche aggio mai visto spunta' da chilla salitella!!! -, attendeva, dicevo, ignara e sfranta da notte totalmente insonne, la vaga riprendritrice di inaccettabile assegno bancario di offerta scatenatrice per acquisto abitazione, ella come gemella di Meg Ryan: uguale sputata! - quando... vede scivolare silenziosa e lenta e fantasmica sagoma, inconfondibile e per il colore e per l'assenza di velocità che sempre ne caratterizza l'andare, di di uno automobile vecchio stile, squillante color giallouovosodo ma sodato come fosse fresco.
La sagoma si defila e la Serbelloniviendalmare sente che sta per compiersi uno sprazzo di destino.

Infatti, dopo breve, scorge in avvicinamento l'inquietante Fantozzi (sorella irosa e irata della Serbelloni etc etc) stretto e praticamente sostenuto nell'incedere, tra due figure incongruenti (pseudosedicenti interessati ad acquisto). Che vorrà Fantozzi, mi spia dunque il Fantozzi, tentando di mimetizzarsi tra due colonne - una quasi a nasconderlo con la sua imponente figura?
Oppure, visto che piove mi inviterà a fare una passeggiata insolita e demenziale sul suo pattino a due posti regolamentari più due aggiunti ma che comunque se nun li paghi bene te butta de sotto! Pattino fatto a mano con rotelle incorporate che lo rendono idoneo anche per navigazione su marciapiedi, perché il Fantozzi è uno che sa il fatto suo!
Nossignori, il Fantozzi nell'incrociare lo sguardo attonito della signorina Serbelloniviendalmare ondeggia e tenta di fissare il focus del suo bulbo oculare sulla figura che spunta improvvisa alla sua vista, fuoriuscendo dall'interno di un'auto che all'improvviso riconosce familiare. Quasi scivola lui, stordito e attonito, miracolosamente sostenuto dalle provvide colonne.
L'aria si immobilizza ma è solo questione di una frazione di secondo... La Serbelloniviendalmare si slancia, va incontro, scosta la tenda capillifera che stranamente si è come depositata sul capo del Fantozzi quasi a volerne determinare una totale mimetizzazione, e lo saluta affettuosamente.
Insomma, Meg Ryan viene, straccia improvvido assegno e poi sen va. Il trio sale e Serbelloni raggiunge. La conversazione riprende come se in Giappone non ci fosse stato nemmeno lo tsu-nami.
Le colonne sono tornate nello Stretto di Gibilterra e di acquistare il bene hanno solo finto. Comunque, la via è aperta al miglior offerente che di certo, presto arriverà. Fantozzi e Serbelloni etc etc celebrano la ripristinata parola scambiata, con puntata in trattoria.

Fantozzi, confortato da un succulento piatto di spaghetti allo scoglio, mezza porzione di frittarello da dddio, e macedonia imperiale, trasognato e trasecolato, sulla via del ritorno ha sussurrato: ma non ci vuole venire lei, signorina Serbelloniviendalmare, (interprete dei suo sogni di gloria assistenzial-infermieristica), a vivere proprio qua, dinanzi a casa mia, a portata di pattino, se non di mano... oppure a farci 'o bedde end brecfast???

La Serbelloni sostiene e indirizza il volante dell'auto che li sta riconducendo alla casa del Fantozzi. Lascia che il capo si volti lentamente e posa un rapido sguardo sul volto dell'inesauribile soggetto che ancora tenta di marcarla stretta: no caro, carissimo Fantozzi, non sarebbe la scelta giusta e poi io tengo quattro tesori da sistemare e mica li posso tenere a mollo per troppi anni che i tesori la luce, devono godere, quella tanta che se ne può convogliare. E chi si accontenta gode. A ciascuno la sua. E quella dimora che fu materna non mi appartiene nel sentire ma sappia che l'aspetterò per farle gustare ospitalità e panorama nel luogo che ho scelto di eleggere a mia futura, prossima, spero, abitazione. Lei sa bene Fantozzi che ogni mano necessita del suo guanto. E guardi, remi. Remi con la sua fantastica barchetta a rotelle, che i giretti del palazzo ce li faremo anche in tempi di siccità. Perché le sue rotelle sono state una grande invenzione!!! Lei è geniale Fantozzi. Ma io rimango zitella. Libera di esprimere l'affetto e la considerazione per come posso e so. Che è l'unico modo per amare gratis.
Lei resta un mito Fantozzi. Si tolga quella parrucca rossa tutta ricci che a vederla così, spaventa. Sembra tutto mia sorella!!!:=))))
Tifate, tifate. Continuate a tifare che questo è sempre meglio de La Corazzata Potemkin!!!
kisskiss

Riflessioni dopo lettura di Oriana Fallaci


Sto leggendo due libri di Oriana Fallaci, “La rabbia e l'orgoglio” e “La forza della ragione”... volevo scrivere, dovevo farlo, ed è venuto fuori una specie di proclam-ino

te lo passo, perché oggi, ancora e sempre, più che mai, incalzata dalla vita, so che sei l'unico che mi ha spiata dentro, e quella simbiosi mi manca da morire

"...e me, i comunisti sì che mi inquietano e chi li sostiene mi fa incazzare, perché penso che quanti sono in età da costruirsi una vita, siano turlupinati e chissà se ce la faranno a metter su una simiglianza di futuro, un futuro degno e rispettoso di quei valori che la rendono degna di essere vissuta, la vita. Un percorso che ai nostri giorni verdi e fertili si poteva intraprendere, si poteva sperare e ci si poteva, con la volontà e magari col sudore, arrivare

ma per mille ragioni - komunisti in capo alla fila, a braccetto con la cara santa romana chiesa e con le masse inselvatichite e fanatiche e fondamentaliste - per coloro che noi, belli tranquilli qui ad ammirare l'alba e il tramonto e a seminare e innaffiare e potare fiorellini - quando non sono terrificanti siepi con miliardi di foglie da spalare! - chiamiamo figli dei nostri figli, c'è il forte rischio che vadano a essere tempi non solo difficili, ma dolorosi e non sia mai, terribili, e non mi concedo il diritto di fingere di non vedere o quello, nel mio piccolo, di tacere

alzo la voce non per me o per mal di pancia personali, o per il gusto di fare polemica e parlareparlareparlare come fanno quelli che vanno fuori di senno. no no, io alzo la voce per quelli che amo, per i fiori che oggi mi godo, per la musica che ora possiamo ascoltare e cantare, per la libertà di continuare a farlo, per la libertà di camminare sola o in compagnia e scegliere di fare, dire, uscire, amare, viaggiare, pensare, scrivere, restare immobile se mi va

io guardo al mondo e lo desidero migliore per tutto questo e ancora e sempre, per il sangue del mio sangue che se dovesse soffrire farebbe soffrire me, ancora di più, pure dovessi trovarmi sulla nuvola più alta del cielo, in special modo se mi fossi girata dall'altra parte, in serafico ed egoistico silenzio

alzo la voce perché mi sento e sono parte integrante di un universo svilito, degradato, malato e truffaldino e che vorrei migliore perché la Terra ha fame e sete di verità e muore soffocata dalla mistificazione

alzo la voce perché sono colma di sentimenti di amore che non ammettono svicolamenti, perché sono sempre stata una che dice pane al pane e vino al vino e non mi nascondo dietro ai paraventi che in molti tirano su per comodità, comodità che è mancanza di coraggio, mancanza di fede in se stessi

sono una che ritiene giusto mostrare la faccia della medaglia in cui dice di credere, e non è mai stato e mai sarà, che da me qualcuno otterrà un sorriso non meritato

perché sono una che quando compra paga e paga anche quando non prende

e non mi vendo, e non mi nascondo dietro ogni prossimo angolo, gradino, persona, altrui esigenze, per non andare avanti

perché chi indugia sempre in attesa di un momento migliore mente. Mente, poiché sa che tutto ciò che all'uomo è dato stringere tra le mani è il qui e ora

come riflettevo sere fa, ebbene sì, ORA è tutto ciò che abbiamo tra le mani... come le torri gemelle che l'attimo dopo non c'erano più. e io, come tanti, non ci ero mai salita... e chi ci stava dentro, fin lassù lassù tanto alto che si sentiva invincibile e inattaccabile, non è più sceso ovvero, è scomparso in un lampo distruttivo

abbiamo un mondo dentro di noi, poiché tutto ciò che è dentro e in basso riflette ciò che è all'esterno e in alto, e quello indica, il dito indice sollevato e puntato verso l'alto delle rappresentazioni del Cristo e dei santi negli affreschi della Cappella Sistina e nel San Giovanni di Leonardo, e il mondo è una ricchezza, un dono supremo e meraviglioso e i gli ottusi non sono degni di calpestarne il suolo"

Ahi que dolor...

Ieri ho sentito un crepitio sotto ai tacchi. Eri tu? E’ stato come celebrare delle esequie. Per noi. Ahi que dolor, mi querido amor…

Sempre ritornano

Sempre ritornano - modificati, per fortuna - anniversari e anni che fanno parte del colore della nostra pelle, ormai...

Ma la pelle cambia, serpenti che siamo... e il lago conquista un fondo insondabile fino a cui nemmeno il pensiero vuole più arrivare... e il miracolo bussa, per manifestarsi...

Tornare indietro e saperti amare meglio...

Oggi tua figlia..

Armata di speranza,
mal corazzata
contro un dolore
annoso,
ha preso carta e penna
e s’è illusa di contare.

- Chiudi la porta,
rispetta chi ha freddo -
spicca all’ingresso di casa.

- Tieni pulita la cucina,
rispetta gli altri. -

- Bevi solo acqua,
rispetta te stesso, -

ha incollato sullo sportello del frigo.

Poi è uscita,
per non vedere
che era inutile,
per non gridare

- Basta! -

violitasenzavoce

Presentazione libro "Latte di Serpe" edizione 2009

EROTISMO ALL’ITALIANA
Arriva in libreria una nuova autrice italiana, con un romanzo di formazione dalle forti tinte dell’erotismo vero, vissuto e appassionato.

Latte di serpe di Laura Onofri
Delos Books, collana Odissea Atlantide, pagg. 108, euro 10,00

Una nuova voce femminile si affaccia sul panorama italiano con un romanzo denso di erotismo, di sofferenza, di forza vitale. Il bildungsroman di una donna che “ricostruisce” da sola la propria educazione sentimentale.
La formazione di una giovane donna del sud, passata attraverso esperienze profonde, di quelle che segnano e che possono distruggere. Ma che, se superate, si trasformano in un’eccezionale molla per la costruzione di una personalità.
È con un romanzo di questo tipo che Laura Onofri si affaccia sulla scena italiana. Latte di serpe, in uscita per i tipi di Delos Books non è un’opera che passa inosservata, perché ha in sé una molteplicità di elementi: l’erotismo, certamente. Quello forte, vissuto, appassionato e reale che solo le donne conoscono. Ma anche la capacità di accogliere tutto ciò in un percorso, rendendolo vero, espressivo, funzionale a una narrazione ricca e articolata.

Una storia italiana
Annunziata, anzi Nunzia — come la chiamano in famiglia – è la protagonista di Latte di serpe. La sua è una storia che può sembrare eccessiva, ma che in realtà è assai più comune di quanto si sospetti e di quanto, ancora oggi, si voglia indagare. Giovane della gioventù repressa di una ragazza del sud, cresciuta in una famiglia dove tutti sembrano occupare il posto che compete loro e dove invece ciascuno indossa una maschera. E lei, che di maschere non ne vorrebbe, si ritrova a dover fingere e a tacere. Perché quello che le capita è l’essere oggetto delle attenzioni sessuali prima del fratello, pur amato, poi del padre. È così che avviene la sua scoperta del sesso, che lei, dotata di una passionalità spontanea e di un corpo giustamente volitivo, vorrebbe libero e sincero.
Il suo percorso diventa così una strada in salita, un cammino di ricostruzione: per riappropriarsi di se stessa, del suo corpo, della sua mente. E per riconsegnarsi intera all’appuntamento con l’amore.

Fonte: www.delosbooks.it

Latte di Serpe, Delos Books ed. Collana Atlantide

Latte di serpe: Recensione di Valentina Della Corte su "Impatto sonoro":


E’ difficile trovare, soprattutto nei tempi che corrono, qualcuno in grado di liberare attraverso le parole il senso profondo della vita, Laura Onofri vi è riuscita nel suo romanzo. Non credevo si potesse avere tanto coraggio, leggere questo romanzo è stato per me come assistere alla liberazione di un puledro tenuto per troppo tempo prigioniero. Ho sentito su ogni centimetro della mia pelle la vita correre veloce, fermandosi all’altezza del cuore, unico anfratto dove far sentire forte il suo pulsare.
Una vita fuggita, vissuta, sognata, raccontata, una vita non sempre bella, una vita forse troppo spesso tacitamente assecondata, ma pur sempre una vita.
Ho trovato in questo romanzo la presenza prepotente del coraggio della denuncia, una denuncia dai toni forti e violenti, come violenta spesso sa essere la vita.
Mi ha sbalordito il modo attraverso cui scrivendo questo romanzo la scrittrice è stata capace di far provare al lettore paure, emozioni, gioie e dolori che appartenevano solo ai suoi personaggi, ma poi in fin dei conti ho capito che non poteva essere che così. C’è un solo modo di vivere la vita ed è Viverla.
La giovane protagonista è una donna come tante, che ancora oggi sono costrette a rinunciare ad un pezzo di vita per crescere in fretta e spesso a soffocare nel silenzio i dolori che gratuiti vengono loro inflitti, ma è anche una donna capace di alzarsi dal fango in cui è caduta, una donna capace di ricominciare a sognare e di far nascere un fiore in un deserto.

Sono contenta di aver trovato a questo punto del percorso della mia vita, “Latte di serpe”, è stato come raccogliere una gemma persa in un mare infinito di verità, che i miei occhi non erano ancora pronti per guardare. Leggere “Latte di serpe” è come alzare il velo di Maya e guardare in faccia la realtà.

Riflessione su Annunziata

Andando avanti nella stesura, ho descritto incontri e scene che mi hanno riportato alla mente il tempio di Khajuraho, in India, poiché il personaggio si espande e con lei prendono diversa consistenza gli altri. Gli scultori del tempio, che già sapevano dell'umana natura, hanno plasmato corpi nell'argilla, infondendo in essi il soffio di una splendida, vitale carnalità legata al contatto con l'universo. E’ questa, l'energia cosmica che muove lo spirito di Annunziata, depositandola infine, su un piano di consapevole partecipazione alle forze delle Creazione. Ed è per questa sua totalità, che ella rimane incolpevole, seppure, non più innocente.

Opinione inserita da Fabio Barcellandi

21 Aprile, 2009 Top 50 Opinionisti:

Lo consiglio vivamente. Mi ha riconciliato con la lettura di quegli autori italiani che a quanto pare non hanno nulla da invidiare né da temere rispetto ai più, a volte ingiustamente, quotati autori latino-americani. Sorprendente. Una scrittura ammaliatrice, unputdownable come direbbero i più scafati "anglo-americani.

Grazie, Fabio

Lettera aperta a direttori de: il giornale, repubblica, corriere, stampa, l'unità

Buongiorno,

dalla home page di virgilio.it , tra i gossip, che tanto intrigano una certa categoria di lettori dalla vita probabilmente insulsa e insoddisfacente, e di cui stracampano certe testate, ho puntato questo:

"Gli angeli fashion della scuderia di Victoria’s Secret rappresentano col loro tipico sex appeal la festa degli innamorati di San Valentino"

Le solite foto di donne manichino praticamente nude e in apparente offerta di sé, costumini e biancheria inclusi, ma il bello è venuto a mo' di flash, all'aprirsi della pagina: una scritta rossa a caratteri edwardiani che dice:

"Ti Voglio Tanto Bere"

Dove sono e se vogliamo, dove sono rimaste tranquillamente nascoste, infognate, le sinistre donne della sinistra intellettualoide italiana (con la i minuscola, che per loro non spreco la maiuscola...). Vanno smascherate, quotidianamente e senza remissione! Sono abiette.

Mi rivolta che ci si arroghi il pretestuoso diritto di rappresentare anche me: donna, donnissima che nella vita ha saputo emanare il fascino di una femminilità ricca e dignitosa, - femminilità dono intrinseco a sostegno della continuazione della specie umana - persona, madre di quattro figlie, oggi nonna consapevole che guarda al futuro per sé e per una società da consegnare alla progenie, coniugata oltre procelle e marosi affrontati con i denti ma soprattutto con la forza di valori e amore che spronavano a superare i limiti di ogniqualsivoglia passione, fino alla vedovanza; imprenditrice di se stessa, amante delle arti e ad esse attivamente dedita, donna che fece la scelta della famiglia contro quella del contratto permanente alla FAO di Roma. E questo,quando le femministe imperversavano, nel tentativo - sacrosanto di per sé - di conquistare un giusto posto nella società fuori del contesto familiare. Hanno sbagliato il metodo e le intenzioni profonde erano distorte: competizione.

Oggi si sfrenano anche dietro al concetto impostato verso altre direzioni di "integrazione". Tardi e malamente. Di integrazione non sanno e vociferano, sproloquiando, di offese alla dignità, di donne che si ergono in difesa di un non meglio identificato profilo morale e del rifiuto della mercificazione...

Quante di esse hanno segretamente sperato di accasarsi bene, riparandosi le spalle e le terga da una vita di isolante impegno, o di riuscire a emergere, anche e perché no - eppur si nega - grazie, - se non a uno charme negato loro da madre Natura -, agli appoggi dell'Intellighenzia che per ogni rivolo imperversa?

E non è quella una forma di subdola, mascherata prostituzione?

La consapevolezza sospinge a edificare, il resto è demagogia sfrenata che innesca meccanismi di violenza nel tentativo di atterrare forze democratiche elette liberamente. Dietro quelle forme di imposizione populista c'è lo spettro di volontà tortuose e torturanti che mirano ad annientare la più grande e pericolosa delle conquiste umane: la Libertà.

Innumeri gli spunti - sempre, nel tempo - per esercitare il diritto di difendere la dignità della persona, ma l'opposizione si manifesta, ora, compatta e ottusa, contro il fondamentale aspetto del diritto finalmente acquisito, alla riservatezza dei fatti della vita privata. E non vale, quanto, artatamente o meno, inscenato e messo agli atti da organi che, più si inerpicano per certe vie e meno istituzionali e democratici si vanno connotando - che sfruttano sì, sfruttano mezzi di orrifica memoria per ribaltare il risultato di una volontà popolare espressa con l'incontestabile diritto di voto. Sento addirittura che c'è stata denuncia di tentata effrazione negli uffici in cui sarebbero conservati dossier e documentazione a carico del Presidente del Consiglio! Ma ci prendono per dementi?

Si indignano, gli alti rappresentanti della Corte Costituzionale e si dichiarano offesi! Io, mi dichiaro offesa da quanto la loro azione mira a puntare il dito contro:

noi cittadini che abbiamo votato e con convinzione sosteniamo il Popolo della Libertà e il diritto del Presidente del Consiglio a essere giudicato nella sede, dall'organo, nel rispetto dei metodi e nei tempi appropriati, - qualora si ravvisasse la necessità di farlo -. Saremmo dunque un Popolo di imbecilli?

Ulteriormente affermo che le alte cariche istituzionali hanno il sacrosanto diritto-dovere di continuare a esplicitare la propria funzione fino al termine del mandato, non solo a salvaguardia della propria funzione ma, e soprattutto, a tutela dell'immagine del Paese nella sua interezza e che l'individuo, persona fisico-giuridica, indagato solo ed esclusivamente per fatti avvenuti, e non costruiti e auspicati - venga poi perseguito a tempo debito.

E' la dignità del Popolo tutto che viene calpestata da certi rimestatori! Allora, dunque, chiunque potrebbe andare in giro, impunemente, a suggerire che il Presidente della Repubblica è un pervertito, un fantoccio in mano ai comunisti, e pretendere che venisse segretamente e vilmente intercettato al fine di ritagliargli sù un bel vestitino stretto come una corazza, a stritolarlo!

Certi manovratori hanno la protervia di definire l'Italia un "Bene Supremo". Ma a negazione, poi, nei fatti, di questo anelito di salvificazione della Patria, quotidianamente e di certo, nottetempo, si lavora svergognando, senza freno e senza pudore tale sacra immagine, agli occhi di un mondo che, lontano, non può giudicare al di sopra delle parti e viene sospinto a una forma di "visualizzazione creativa". Ah, il potere della parola e dell'immagine, che ben conoscono, coloro che detengono le redini del Quarto Potere, arma possente, democratica o reazionaria, a seconda del vento che lo ispira e dalle ideologie e gli interessi di coloro che ne sostengono i profitti.

Ma ancora una volta pretendono di renderci stolti, a credere che tutti possano qualificarsi quali paladini di una sovrana libertà dell'informazione. Il Popolo, quello democratico vero, cresce e lo dimostra, scaricando sempre più personaggi che, presi dal panico della sparizione dalla scena della vita pubblica - che di politico nulla hanno - si accartocciano su se stessi architettando incestuose coalizioni, in dispregio di un seppur minimo senso di rispetto civico!!!

Non c'è vergogna, poiché il Potere fattosi macchina di distruzione, non patisce sentimenti.

In ogni atto e parola, con particolare riferimento alle vicende in corso, Io, ravviso una feroce volontà di sovvertimento e mi ripugna vedere con quanta determinazione la macchina messa in moto tenda a stritolare un essere umano - a questo punto e, contrariamente a quanto sbandierato che la "Legge è Uguale per Tutti" e che un individuo è innocente fino alla condanna per colpevolezza! - colpevole di esistere e di essere ben presente e visibile.

Vieppiù mi ripugna, in quanto a fini di potere si tiene alto il vessillo sotto un vento unidirezionale, di un'etica e di una moralità utilizzata a senso unico, discoperta e disseppellita dai recessi dei tempi oscuri dell'Inquisizione, che di santo non ebbe alcunché, ad avvalorare l'appellativo che a tale parola veniva pomposamente anteposto!

Mi pregio, a chiusura, di fare un copia-incolla della celebre aria rossiniana, che messa a frutto non mancherebbe di ottenere nefasti risultati, per nessun infelice preso di punta.

"La calunnia è un venticello
Un'auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar.
Piano piano terra terra
Sotto voce sibillando
Va scorrendo, va ronzando,
Nelle orecchie della gente
S'introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
Lo schiamazzo va crescendo:
Prende forza a poco a poco,
Scorre già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta
Che nel sen della foresta,
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d'orror gelar.
Alla fin trabocca, e scoppia,
Si propaga si raddoppia
E produce un'esplosione
Come un colpo di cannone,
Un tremuoto, un temporale,
Un tumulto generale
Che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato
Avvilito, calpestato
Sotto il pubblico flagello
Per gran sorte va a crepar."

Laura Onofri

fiera e libera pensatrice

Risposta da una carissima amica, alla copia di lettera aperta ai quotidiani

Cara Laura,
Io sono una di quelle che tu definisci “le sinistre donne della sinistra intellettualoide italiana (con la i minuscola, che per loro non spreco la maiuscola...).”
Le quali poi “ Vanno smascherate, quotidianamente e senza remissione! Sono abiette.”

Francamente non so perchè dovrei essere smascherata, visto che non mi sono mai mascherata, e anzi, con orgoglio, ti informo che a lungo negli anni d’oro del “risveglio delle donne”, meglio definito come femminismo, ho dato il mio contributo perchè le donne tutte ottenessero riconoscimenti e diritti da sempre loro negati.
Molte di quelle lotte si sono poi concretizzate in: divorzio, aborto, procreazione assistita, consultori, equiparazione dei salari. Tanto per fare qualche importante esempio. Diritti acqusiti che i governi di destra, compiacendo il Vaticano, tengono sempre sotto minaccia. Come è il caso dell’aborto, della procreazione assistita che ora, ridimensionata da una legge approvata dai governi di questa destra, costringe le donne (discriminando quelle non abbienti) ad andare all’estero per ottenere ciò che fino a qualche anno prima era loro garantito in Italia. Persino i consultori sono quasi del tutto scomparsi.
Comunque, mi rende felice la consapevolezza che in questi ultimi 30 anni molte donne hanno potuto usufruire di leggi che le lotte di quelle “abbiette donne” che tanto detesti, insieme alla sinistra progressista, sono riuscite ad ottenere.

Domenica scorsa non ho certo mancato l’appuntamento di Piazza del Popolo. E’ stata una manifestazione fantastica. La moltitudine di donne di età, ceti sociali e credi politici diversi che reclamava rispetto per la propria dignità mi ha fatto sperare in un nuovo scatto di orgoglio femminile. Perchè considero che, con la cultura di questi ultimi 15 anni che propone alle giovani generazioni di raggiungere carriere e facili guadagni sacrificando bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con ruoli pubblici, si sia superata da troppo tempo la soglia della decenza.

segue corrispondenza tra amiche

Clara carissima, ho sempre saputo che fossi una donna di sinistra, insieme a tante altre di quelle che gloriosamente, costituendo eccezione, confermano la regola (??? che vorrò dire???)

Al contrario di una mia amica, amica fin dall’adolescenza, sorella del mio primo ragazzo, la quale pochi anni fa per aver io espresso il mio pensiero mi sbraitò con trattenuta ferocia: - lo sapevooo! lo sapevo che eri di destra e finiamola qui sennò si rompe un'amicizia!!! - argh!, io stimo la persona-individuo e ne rispetto il percorso.

Abietta trovo non la lotta che nasce spontanea, ma quella sospinta, quella che si erge sotto gli indottrinamenti che vengono insufflati fin dalla nascita - e tanti, tantissimi sono i soggetti che hanno bevuto un latte rosso. Preferisco il rosso e l'azzurro che sappiano trovare del buono nel piatto offerto scambievolmente l'uno all'altro.

Qua si vogliono artatamente spingere a mischiare giustissime lotte, rivendicazioni, battaglie con il sovvertimento di principi costituzionali che si tenta sfacciatamente di aggirare e sei troppo intelligente e matura per non sapere quello che intendo.

Si vuole dare la spallata a un governo democratico eletto secondo le leggi vigenti. La maggioranza seria regge, sono i fantocci che se ne sono andati, e meglio così, infrangendo le regole. Guarda caso, il Premier non li ha sbattuti fuori a calcioni come d'istinto lo avrei visto tanto bene io metterli alla porta. Avrebbe costituito un'offesa al volere espresso dal Popolo. Ma chi cerca il potere se ne fotte del Popolo e va sproloquiando di benessere del Paese etc etc, che non si possono più nemmeno sentire, dall'alto della ricca sedia su cui poggiano il deretano. Come tutti, d'altronde.

Stanno tentando atti di sfrenata visualizzazione creativa, con quel dimettiti dimettiti. Ma di ché. La finissero e ricoprissero i ruoli che il voto espresso ha loro consentito e mollassero quanto è stato negato. Da che mi ricordi, negli anni, la sinistra ha fatto più ostruzionismo che opposizione e certe battaglie di cui parli sono state comunque portate avanti da Radicali e da un Craxi che è poi stato ostracizzato da un Di Pietro che mirava allo strapotere attraverso le connivenze con quella parte di magistratura, detta democratica, che da allora esercita un pugno di ferro stra-rosso.

Trovo vergognosa anzi, sconvolgente, la sfacciataggine e il menefreghismo totale verso un comune, elementare senso della libertà democratica dell'individuo. La Legge è Uguale per Tutti? Come fanno a portare avanti questa bandiera se poi sottopongono a ogni sorta di gogna un cittadino cui sono state costruiti addosso vestitini che loro chiamano prove? Ma non siamo tutti innocenti fino all'ultimo grado di giudizio?

E ti dirò, alla fabbricazione di quel tipo di "prove", non sono mai stati, a livello mondiale, estranei, ogni sorta di servizio segreto deviato. In quel modo, son tutti buoni a sbattere sul campo agenti pagati per interpretare certi ruoli. E la sinistra a cui il potere è sfuggito di mano, da tanti anni le sta tentando tutte, le strade per riprenderselo, e chi potrebbe negare a priori che non ci troviamo in tal pasticcio?

Comunque, seppure trovo che Silvio Berlusconi sia una persona che impegna se stesso oltre ogni limite mentre potrebbe essere a pancia all'aria su una spiaggia dorata, circondato senza rotture dalle più disponibili e fighe ragazze del mondo, non è a sua difesa che parlo. Trovo inaccettabile quello che si sta armando contro la LIBERTA' e la DEMOCRAZIA e la COSTITUZIONE. Contro di ME, in fin dei conti e in linea di principio!

Un Presidente della Repubblica che invece di mettere in guardia quei forsennati dai pericoli del disastro che vorrebbero causare, minaccia il Premier se non tace e se non evita le contromanifestazioni. Non ho parole, e questo mi dà la misura di quello che vedo crescermi intorno, torbidamente, a tela di ragno.

Il Popolo di cui, ciascuno di noi, con l'ausilio del proprio intelletto e sensibilità fa parte, e a cui purtroppo, a mio parere, si assommano le marionette, rischia di fare la fine dei regimi di non troppo vecchia memoria. Il Premier ha il dovere-diritto di proseguire la legislatura; il diritto di non essere spiato nel corso della sua vita privata; di essere eventualmente, per crimini orrendi, direi, essere portato davanti al Tribunale dei Ministri, di non essere dato in pasto ai media prima che ne vengano assicurate le prerogative di suo diritto, come quella della non-diffusione di eventuali intercettazioni, esperite tra l'altro, e giustificate, eventualmente, soltanto nei casi di grave leso diritto democratico. Il Premier rappresenta un Paese, ed è supremo dovere di ogni qualsivoglia Istituzione democratica, tutelarne l'immagine di fronte al mondo intero, rimandando ogni forma di attacco all'immagine, alla fine del mandato stesso, quando Egli torna a essere un "comune" cittadino.

Il Premier non scappa. Hanno posto soltanto agli arresti domiciliari fior di mafiosi i cui crimini non si contano e bancarottieri che hanno messo in mutande innumerevoli famiglie, presunti assassini sfuggiti alla giustizia per mancanza dello stesso accanimento da parte delle autorità inquirenti; feroci assassini sfuggiti alla nostra giustizia si sono assicurati l'impunità estera grazie all'ideologia che lega certe correnti con certi Paesi; si ignorano i barboni morenti all'agghiaccio, quelli che vagano sotto i ponti, le mentecatte scalze, mezze nude e evidentemente imbottite di droga, spinte a fare accattonaggio in ogni angolo-semaforo delle città; i bambini Rom, che fin dalla nascita vengono indegnamente sfruttati, e così le donne, ma le associazioni "umanitarie", il Papa, le soccorritrici dell'umana dignità si accorgono delle aberrazioni solo quando fa comodo un po' di pubblicità e subito, voilà, sorgono le fondazioni, le onlus, si trova una parte in teatro, un ruolo al cinema, un posto di conduttrice da spalla in una trasmissione, pur senza avere altro titolo che quello di essere già stata favorita a entrare a far parte del "pubblico", e non certo per intelligenza, che poca ne mostra: sfruttamento ignobile a scopo di lucro e faccia di tolla per portare avanti bandiere false e ipocrite.

C'è un cartellone pubblicitario, (- tra le centinaia di porcate immesse nelle miriadi di circuiti mediatici, ogni giorno, da che io ricordi, da ogni parte, di ogni colore -) all'incrocio tra l'Infernetto e la C. Colombo, direzione Roma. E lì da tempo. L'ho segnalato. Nessuno lo toglie. C'è scritto Rouge et Noir e mostra un deretano degno della miglior mignottella minorenne in lasciva offerta: una grossa zip aperta fino all'altezza di uno sfintere che suggerisce vìolami vìolami...

Questo per dirne appena qualcuna. Scusa Clara, dove sono rimaste insediate le donne indignate, ma perché, sempre per dirne una, non l'hanno tirato giù coi denti e non sono andate fino al fotografo e fino alla povera mignottella ... sfruttata!!!... la quale, come tutte quelle che si sono da sempre prestate a ogni forma di ben consapevole prostituzione, di bassa lega, di alto rango, di interesse carrieristico, opportunità di arrampicamento sociale, artistico, giornalistico, televisivo a sculettare a ogni istante e in ogni trasmissione! E come mai non si sono letteralmente divorate, le grandi battagliere donne difenditrici della sempre "dignità della donna" quella "………a", permettimi l'eufemismo, della moglie di Totti che non so nemmeno come si chiama, che fino all'istante prima di partorire la creatura (col rischio di spararla sul palcoscenico acché gli si schiantasse il cranio che magari in fondo in fondo nemmeno lo voleva ma è servita, la pancia a consacrare di lei l'immagine della donna... trasgressiva, ohhh come di sinistra, sciolta: come i cani, dico io -) ha calcato la scena stretta e fasciata e zompettante peggio di una Ruby qualunque, incurante anche e vieppiù del rischio di un parto prematuro, in virtù onore e gloria di se stessa e della propria sete di piacere di esaltare, di istigare gli istinti altrui, maschi et fimmini sì, così li chiamo, qui, a definire l'identità affibbiata loro da quella pupazza straricca e blasfema e calpestatrice di ben altri sacri valori e diritti!!!

Io ritengo di essere una donna che ha cercato di dare un peso ai valori che ha sempre ritenuto giusti. Giusti per una società intera, non per un colore. Ho votato per il divorzio, per l'aborto, perché venisse lasciata l'opportunità di una giusta procreazione assistita, voterò per la libertà democratica di liberissima associazione spontanea di persone di qualunque sesso, del loro diritto a crescere figli e di essere giuridicamente riconosciuti come coppia. Voterò con libertà di intendimento, a destra, a sinistra, come ho già fatto in passato quando ho ritenuto sostenere giuste battaglie e cambiando opinione a seconda dell'impegno e dei risultati riportati dai votati.

Non voterò mai per un'ideologia.

Ho votato questo Governo, con una legge elettorale che ritengo scevra dell'ipocrisia insita nella precedente, che ci si vuol far passare per giusta. Ma quando mai! I personaggi sono comunque e soltanto espressi dalla volontà del Partito! Altro che liberamente eletti! Voglio sapere le intenzioni del Partito e se do il voto, suppongo di potermi fidare di chi lo costituisce. Non intendo essere presa per i fondelli dalle pretestuosità della sinistra.

Non si contano - e ne conosco svariati - i comunisti ricchi e che conducono una vita da nababbi. Non mi sembra onesto, né nei confronti dei tanto sbandierati diseredati, né, tantomeno, nei confronti di se stessi. Alla resa dei conti dovranno darsi del mistificatore.

E' comodo fare battaglie comuniste quando la sera alle spalle ci si chiude una porta che a volte sembra addirittura foderata, invece che con il velluto, col prosciutto. San Daniele, ovvio.

Interessante scambiare opinioni, parlare di ideali, di azioni. Parlarne nel rispetto della persona che si fa rispettare perché crede onestamente in ciò che la anima. Non ammetto che si usino i bambini e gli adolescenti per fare propaganda. Ne ho visti in piazza, ne vedo davanti alle sedi dei partiti di sinistra, a scalmanarsi, indotti a fare i portavoce di adulti. Questo, anche, è indegno.

Per chiudere, se uno solo di quei guardoni non ha uno scheletro nell'armadio e se Ruby non ha superato la minore età da almeno 7 anni, io mi incorono Regina d'Inghilterra!!!

te vojo ben. laura

nota: ci conosciamo da una vita: non mi ha risposto.

fuoco di fila dopo copia lettera aperta

Cara Laura,

Negli anni 70 il partito radicale si impegnò moltissimo in molte battaglie per l’approvazione di leggi per i diritti civili, anzi ne fu promotore. Tali leggi, quali appunto quelle su divorzio e aborto, non sarebbero mai state approvate senza l’appoggio del PCI. Il movimento femminista fece la sua parte.
Craxi non c’entra nulla né con quelle lotte né con quelle leggi.

Come potrai immaginare non condivido una sola parola di quanto mi hai scritto.

Posso dirti che personalmente non amo i guru. E ancor meno i seduttori che manipolano come vogliono chi cade vittima della loro fascinazione.
Non amo l’atteggiamento fideistico in genere, come quello che caratterizza gli adepti di Berlusconi., come se perseguissero non un’idea, un’ideale, un progetto, ma una sola persona. Come gli adepti di una setta.
Il capo carismatico è da seguire ciecamente ovunque e comunque.
E’ questa la libertà di cui parli?

Della vita privata di Berlusconi me ne frego altamente, e ancor meno mi interessano i suoi comportamenti, fino a quando non diventano reati ovviamente. Ed è a questo punto che ritengo non si possa più invocare il diritto alla privacy. Fare sesso con una minorenne in Italia è ancora reato, anche se in privato.
E in presenza di reati (anche se solo sospetti) entra in ballo la Magistratura. E’ suo dovere, altrimenti che ci sta a fare? E´ cosí per tutti. Anche per il capo, o no?
Ma il potente cambia le leggi a suo favore, minacciando di stravolgere la Costituzione, infischiandosene degli altri. In nome della libertà, naturalmente. La sua.

Non sono affascinata da Berlusconi, tutt’altro. Non amo la concezione che ha della vita, dove tutto è acquistabile, tutto è corruttibile. E lui corrompe. Anche gli animi.
Non sono sedotta dal suo falso sorriso maniacale con cui cerca di rassicurare che tutto va bene, solo perché a lui è sempre andata bene.

Non tollero la concezione che ha delle donne e degli omosessuali. E mal sopporto che, a scopi elettorali, lanci perenni anatemi contro improbabili comunisti (dove sono?) mentre corre ad abbracciare Putin, lui sí un vero comunista del KGB, con cui tratta affari personali.
Inoltre lo considero un governante incapace (sai dirmi una cosa decente che ha fatto per l’Italia in 15 anni di governo? Vorrei me ne elencassi qualcuna), un grande mentitore, irrispettoso delle Istituzioni, sfruttatore della buona fede di chi, caduto nella sua rete seduttiva, lo adora incondizionatamente.

Infine, per usare un tuo termine, lui sí, è una persona abietta.

In breve, l’universo del tuo capo mi produce una profonda tristezza e altrettanto disgusto.
E su questa base, temo sarà difficile, se non impossibile, trovare tra noi un punto d’incontro.

Ancora un abbraccio. Clara.

P.S. Scusami se non commento altri discorsi che fai sulle donne. La moglie di Totti? La ragazza della pubblicità? Non ho ben capito cosa vuoi dire. Se hai dato uno sguardo al video che ti ho segnalato, ti sarai resa conto della dura denuncia che la Zanardo (ex femminista) fa dello sfruttamento in pubblicità del corpo delle donne.
Ma mi permetto una domanda: perché le donne ti provocano tanto risentimento?

17.02

Buongiorno Clarita,

ah, a proposito di partito radicale, ricordo con stupore come potessero essere andati tanto al di sopra delle righe da trasportare su un carro dorato la... non so il nome anagrafico ma, in arte Cicciolina. Quello non fece sufficiente scandalo, ovviamente; lo ritenni insultante e non condivisi poiché la suddetta con il corpo spalancato allo sguardo altrui, si era già creata una bella posizione economica, e tanto le doveva bastare. Ma i radicali pensarono fosse chic fare un gesto di tale valenza trasgressiva. Comunque, già allora la libertà di "espressione" psicofisica del leader Pannella, era grande.

Fu un assalto al presunto rigore del Parlamento che venne accettato poiché era comunque, perfettamente legittimato dal voto, come vuola la Costituzione. Oggi gli articoli della suddetta vengono rimuginati come fossero versetti della Torah. Fu anche un assalto alla tanto sbandierata dignità della donna, almeno dal mio punto di vista. Dignità e libertà al femminile per me non si coniugano a quel modo, così come omosessualità non si coniuga alla maniera del gay-pride day. Per me, già allora, non era così che si sarebbero dovute fare le battaglie per i diritti delle donne e civili in generale.

Salterò di palo in frasca. Bettino Craxi col piglio e l'intelligenza politica che lo caratterizzavano, contribuì fortemente all'approvazione della legge sul divorzio. Fu capro espiatorio di una classe politica iper-corrotta che la magistratura finse di voler attaccare. Finanziata dall'estero ai soliti fini, da un lato; rintorcinata sui propri interessi di comunelle, di raccolta voti con ogni mezzo e sistema dall'altro. Ma la magistratura aveva ben altri intenti e camuffò gli stessi sotto la denominazione "democratica", ovviando di mettere la "K" al posto della "C". Non si accettò la separazione delle carriere poiché questo avrebbe intralciato l'auspicato cammino di certi personaggi che miravano a prendere in mano le redini a suon di sceneggiate e a colpi di ingiunzioni. Misero l'Italia produttiva in ginocchio, non per fini democratici ma di potere che intendevano perseguire. Il sistema non è mai cambiato. Sono cambiati alcuni degli aspiranti pupari, mentre le mezze tacche della parrocchietta rimangono avvinghiati, come i pidocchi che se non li stacchi da lendini, prolificano e imperano imperterriti. A meno ché non fai rasatura totale. Pensierino: carino Veltroni che affermò, a chi gli chiese conto, di aver pagato il quartierino a Manhattan della creatura coi proventi del suo libricino, nemmeno ne avesse vendute due miliardi di copie - certo, da sindaco di Roma, le ha imposte alle biblioteche italiane e quello, un minimo gli avrà pur fruttato...

L'Italia è un Paese fortemente fondato sul clientelismo. E questo, che esisteva e non morirà poiché è entrato a far parte integrante del nostro sistema, è un dramma genetico. Ministeri, corporazioni, sindacati e sindacalisti carrieristi, portaborse e uscieri, assicurazioni e finanziarie, banche e Monti di Paschi senesi corrotti e corruttori, Parmalat e crack con tutti quelli che ci giravano dentro alla faccia degli imbecilli sprovveduti, holdings, supermercati e ipermercati, cooperative rosse e fondazioni di cui, solo il caro Fassino, - e sono ferma a svariati anni fa - ne possedeva ventisette su cui, ovviamente, come tutti gli altri, non paga tasse perché quello è l'intento del meccanismo fondativo -; reti televisive di stampo politico marcatamente di sinistra, a iosa e martellanti, e testate giornalistiche e foglietti che più ne stampano e più intascano - a proposito, saprai che L'Unità diretta dalla candida Conchita intasca più contributi editoriali di ogni altro quotidiano, indipendentemente dalle copie effettivamente vendute. Come tutti del resto. Basta stampare. Perché il profitto accomuna e la legge fu approvata. E la foresta amazzonica soffre ma... i soldoni scorrono e gli ecologisti tacciono e ingrassano. Saprai anche che la carta riciclata è un composto chimico altamente inquinante, per via dei micidiali collanti con cui viene riagglomerata ma, fa chic e fa soldi. Di certo non ignori che le fondazioni e le onlus sono macchine mangiasoldi e non hanno niente da invidiare alle comunità religiose, in quanto a tasse non pagabili.

Il Berlusconi e Putin. No cara. Il Berlusconi e l'approvvigionamento di risorse combustibili. Il resto è contorno. Non si sta al caldo senza pagare pegno. Con la differenza che il combustibile è per tutti, al contrario dei rubli convertiti in dollari che scorrevano a milioni, per finanziare il partito comunista e i suoi rappresentanti e non certo per dare pane ai morti di fame. E comunque, a chi giova un popolo che scalcia? A chi su quel popolo si appoggia per fare carriera e arricchirsi. Trovami un solo comunista attivista di quel partito che non abbia un bel conto in banca. E ti dirò, questo mi disgusta di più, poiché non c'è ipocrisia peggiore del sepolcro imbiancato.
Vorrei, per onor di equità, che per ogni singolo sospetto venisse messa sotto intercettazione persecutoria la classe politica intera e i magistrati stessi. Credi accetterebbero? Oh no, si appellerebbero al diritto di privacy, di libertà, di incostituzionalità di tale forma di spionaggio preventivo e invasivo... Nemmeno il test della cocaina vollero fare. Non costituzionale, privacy, diritti... Ma di ché? Uso e consumo di comodo di leggi e interpetrazioni con conseguente accettazione, altrettanto di comodo delle giustificazioni, sempre da parte degli organi... garanti.

Ciò non toglie che, salvognuno rimangano gli idealisti. Ma l'idealismo non ha colore, al contrario di quanto vollero far credere i partigiani nel momento della liberazione sì, ma anche delle atrocità commesse nel nome di vendette e brama di arricchimento. E se i giovani so' ragazzi, so' ragazzi indipendentemente dalla bandiera che portano in mano, e l'ideale va onorato. Da condannare, invece, sono i mezzi e l'eventuale perversione con cui poi, tale ideale marcisce e snatura.

L'Uomo e la Donna, come possiamo constatare, al di là di quanto c'è pur scritto nella Bibbia, sono fatti in modo strutturalmente diverso. Un significato ci deve pur essere. Essere Donna, combattere contro il potere sovrastante del maschio, derivatogli dall'antica necessità di partire in caccia di prede per sfamare famiglia e clan, non doveva significare snaturare i valori di base. Dove non c'è famiglia non c'è società fruttifica. Spiacente. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Quella che doveva essere una sacra battaglia per umanamente sacre rivendicazioni di riconoscimenti, è diventata, impostata male fin dall'inizio, carica di rabbia repressa e disgregativa, una guerra all'ultimo sangue. Bella, 'sta libertà in solitudine di affetti, libertà di sbattersi la porta dietro le spalle la sera, e di sdraiarsi in un letto vuoto di notte, senza la profonda soddisfazione interiore di aver speso un'altra giornata della nostra vita al fine di intessere quelle umane e prolifiche relazioni che costituiscono la base di una società civile vitale per l'oggi e il domani.

Bella libertà quella di scappare di casa al mattino presto e affannarsi in mezzo al frastuono per raggiungere una sede lavorativa a ricoprire un ruolo che altre centomila potrebbero essere lì al posto nostro, - ma tanto ci siamo liberate e a fine mese ci pagano anche lo stipendio e chissà quante belle cose poi ci facciamo! - dopo magari aver depositato - e meno male, che ancora si prendono quei cinque minuti per avere il tempo di affidarli piuttosto che lanciarli al volo, i frutti di quello che in fretta e per piacere avevano pensato di considerare amore. Senza dire del percorso a ritroso la sera, per trovarsi affrante e sfrante a crollare su un letto di spine con nient'altro addosso che la pelle e lo sfinimento esistenziale che poi spinge ad andare magari in cura ché la depressione se le mangia e il matrimonio si sfascia e lui non mi capisce e figurati che cazzo me ne frega a me di capire a lui e i figli, se per disgrazia sono venuti bè, anche quelli chissenefrega, io esisto e tengo i diritti.

E bella libertà quella di guardarsi un giorno intorno e contare, contare donne come fossero pecore che a forza di contare mi addormento, che ci stanno intorno e solo quelle ché gli uomini che tanto si sarebbe in fondo all'anima voluti, quelli se la sono squagliata con le cosiddette - scusa anche qui l'eufemismo - "fighe mosce" - che hanno capito che laddove non c'è via di mezzo, meglio quello che fingere di essere contente per quello che è rimasto tra le mani - e che per carità è bellissimo e consolante ma non è quella che l'armonia universale cerca. Il pasticcio si raddoppia e nessuno è contento. La mela non è intera nemmeno dopo tutte 'ste battaglie sfegatate.

Perché stelle e galassie e soli si reggono inalterati in sospensione, grazie all'equilibrio. Quello stesso che non c'è e che, pur cercato, non si è trovato poiché l'equilibrio è una situazione difficilissima da raggiungere. Ci vuole amore, quell'amore fatto di comprensione. Comprensione consapevole e chi più ne ha acquisita, più ne deve mettere, perché solo così si potranno raggiungere risultati di crescita da entrambe le parti, e coesione, piuttosto che disgregazione.

L'insegnamento più grande che il buon Buddha ha lasciato a germogliare è: se incontri il tuo maestro uccidilo. Ma questo non vuol dire crocifiggere l'oggetto esteriore, bensì crescere fino a riconoscere in sé la capacità di essere divino, indipendente e libero da ogni indottrinamento. Forse ci illudiamo di esserlo, di pensiero indipendente e magari un giorno lo saremo. Ciascuno a proprio modo segue la via verso quella forma suprema di libertà. Vitale, per me, rimanere aperta di pensiero e vigile contro condizionamenti subliminali che arrivano, di certo, da ogni lato. Ciò che ritengo mi contraddistingua da alcuni altri soggetti, è la intatta capacità di vedere oltre le apparenze, da qualunque parte esse mi vogliano essere propinate. E se un pensiero è giusto, ribadisco, per me non ha colore a priori.

Dimenticavo: il buon Pannella digiunatore e scioperatore indefesso, nel lontano 1997 compartì giorni di ricovero con Gastone, nella lussuosa clinica Quisisana, che a lui toccò per via di un'assicurazione che da anni pagava di tasca propria. Uscita di camera per una boccata d'aria, all'ora del tè, ora in cui l'onorevole riceveva prestigiose visite di partito, vidi sfilare un'infermiera in chicchere e piattini che spingeva un glorioso carrello carico di ogni ben di dio, servito con bei servizi d'argento e porcellana. A me, ovviamente, nemmeno acqua servita in un bicchiere di plastica. L'onorevole aveva una grande camera con splendida terrazza e si beava del lusso che la sua posizione, molto sfacciatamente, sotto gli occhi altrui di cui non gli fregava una grande minchia ché tanto lui al Parlamento ci stava, inabbatibile, da anni, gli consentiva. Esempio di uno per tutti.

Sembra una quisquilia, ma non lo era. Al contrario, dava, in un lampo che d'altronde non necessitava di essere percepito, la misura, nel piccolo, della grande mistificazione.

Vado a proseguire la giornata. amicalmente, laura

20.02

Scusami Laura, ma non ti seguo.

Io ti parlo di reati e non di semplice malcostume, nei confronti del quale questo paese ha purtroppo sviluppato una totale indifferenza.
Che Veltroni si sia comprato un loft a NY non è reato e non ne deve dare conto a nessuno. Per cui, se ha detto che l’ha comprato con i proventi del libro, potrebbe essere vero. Inoltre, visto che anche tu ed io abbiamo comprato una casa, penso che lui, sicuramente più benestante di noi, abbia potuto fare altrettanto. Con soldi suoi guadagnati onestamente.

Un mio amico ha scritto un libretto che non vale molto, qualcosa del tipo taccuino di ricordi. Lo puoi trovare nelle Biblioteche Comunali di Roma. Questo mio amico non ha né potere né agganci e non ha guadagnato un euro per il fatto che il suo libro si trovi nelle Biblioteche Comunali.
Ma forse ti riferivi alle librerie italiane. In questo caso credo sia interesse della casa editrice preoccuparsi che il libro abbia una buona distribuzione, o no?

Cicciolina fu eletta regolarmente. Elezione discutibile (provocazione da parte dei radicali) ma regolare.
Voglio dire, non ha ottenuto il seggio in cambio di prestazioni sessuali, come sembra il caso evidente di tante sciacquette piazzate in parlamento dal tuo presidente (e purtroppo anche il mio). Televisione o Parlamento, la moneta di scambio. Oltre ai soldi a fiumi, naturalmente. Bel sistema, no?

La tua tiritera sulle donne non l’ho capita. Posso dirti che mi sembra di percepitre una certa ingiustificata aggressività.
Alla FAO tu hai preferito la famiglia. Hai fatto una scelta, e chi può scegliere si trova in una posizione di privilegio. Ci sono donne che si sono dedicate esclusivamente alla famiglia perchè non hanno avuto alternative, mentre altre, come me, hanno scelto “di scappare di casa al mattino presto e affannarsi in mezzo al frastuono per raggiungere una sede lavorativa, ecc. ecc.”. Non vedo perchè la mia scelta debba essere condannabile e la tua no. Considero il mio legame matrimoniale positivo e sono molto contenta di come sia cresciuto mio figlio.
Quanto dici sulle lotte del movimento femminista è, come minimo, carico di pregiudizi. Avresti dovuto conoscere il movimento dal di dentro come è capitato a me negli anni della militanza. Molti errori, soprattutto nelle frange estremiste, ma carico di una grande forza, entusiasmo, creatività, vitalità. E’ stato una pietra miliare nella storia delle donne. Ancora molti gli obbiettivi da raggiungere, molti i ripensamenti. Ma le piazze italiane del 13 febbraio mi fanno sperare in un rinnovato impegno femminile.

Scusami se insisto a proposito della legge sul divorzio. Il piglio che tu abbribuisci a Craxi apparteneva di fatto a Loris Fortuna che presentò la legge insieme ad un altro del Partito Liberale. Loris Fortuna si spese moltissimo, ma la grande vera battaglia di sensibilizzazione fu fatta dai radicali e dopo, al momento del referendum, anche dal movimento femminista. Ma la legge è stata approvata (1970) e sopravvissuta al referendum solo per l’appoggio del PCI. Craxi era soltanto compagno di partito di Loris Fortuna, era stato eletto in parlamento da poco e comunque quando Fortuna aveva già proposto la legge e inoltre in quegli anni si occupava d’altro.

Il rapporto Berlusconi-Putin va ben oltre il normale rapporto di interessi tra governi (e tu che, come dici, sai vedere oltre dovresti aver visto). Grandi pacche sulle spalle (atteggiamento odioso) e le numerevoli visite private di Berlusconi nella dacia di Putin senza offrirne spiegazioni danno adito a più di un sospetto. Vedi mai Report su Rai3? O la consideri una trasmissione comunista?

Per il resto, tra carta riciclata, Onlus, Conchita De Gregorio, Parmalat, Fassino e le Coop, comunisti straricchi, reti televisive e giornali comunisti... Beh, scusami se comincio a sentirmi un po’ affaticata dai luoghi comuni....

Ancora un abbraccio.
Clara

P.S. Solo due mesi fa in una normalissima clinica oculistica, nella stanza accanto a quella di Tonino, era ricoverata Livia Turco, ex ministro e una delle politiche di maggior spessore del PD ed ex PCI. Donna gentilissima e garbata era arrivata in clinica in metro e senza scorta. Le monache parlavano di lei (comunista da demonizzare) con grande ammirazione. Ti suggerisce qualcosa?

25.02

Clarita,

ripesco ora la tua lettera e chiedo scusa ma, sono giorni de fuego. Non ho l'energia per discutere di certi argomenti che sono, fra i tanti che ci affliggono, importanti a un certo livello ma che rimangono discorsivi, su altri piani. Dunque, divago.

Crescendo ho maturato una grande stima per la figura femminile nella sua migliore accezione. Io adoro le donne. Ritengo che la donna esista e l'uomo arranchi, poiché donna vuol dire l'universo intero ma donna, principalmente, per come la vivo io, è colei che, avendo la capacità di dare forma alla creazione, la rispetta nella sua interezza. In questa ricerca di completezza, c'è la qualità superiore di saper ricercare uno sviluppo illuminato dal massimo equilibrio dei sistemi, yin-yang. Non c'è vittoria per la donna laddove non si è cercata integrazione con l'uomo. Rimane una figura monca, destinata a una forma di fondamentale isolamento. Clara, a che serve arrivare in cima alla montagna e trovarsi carica di falsi allori??? I figli si sbandano, la famiglia non ha capo né piedi, non c'è il senso dell'amore e del rispetto uno per l'altro, del sacrificio per l'unione del nucleo familiare che compone l'ossatura della società civile tutta. Un tempo era anche, fortemente, l'ipocrisia a cementare. Oggi siamo cresciuti e potremmo utilizzare la maggiore consapevolezza per creare unione, non per combatterci una con l'altro.

Le donne, spesso, sono cresciute spinte a manifestarsi più femmine che donne. Anzi, sfruttatrici di se stesse a beneficio non dell'uomo, ma di tutte le comodità che l'uomo avrebbe potuto fornire. Opportuniste e arriviste. Malate di una malattia perversa: avere e potere. Molte hanno perso la via dell'Essere.

E' diverso. Lo è per me. E sono anni e anni che intorno mi vedo crescere orde di femmine che attraverso la spinta del profitto, del desiderio vano e bramoso di apparire, di emulare quelle che già, prima di loro, - poche volte, siamo onesti, arrivate per meriti... - si sono letteralmente arrampicate in cima, fosse pure a mezza via di una salita, comunque illusoria, - grazie al corpo.

Sono anni e anni che in tutto quello che i detentori del quarto potere hanno spinto a prendere come valido e indispensabile - il VUOTO assoluto - conta la fica e a chi la dai. Queste mi fanno pena e le madri mi fanno schifo. Chi le sfrutta, pure quelli, mi possono fare schifo, ma meno delle prime.

Le une e gli altri sono stati condizionati da anni di svendita di sé. Partirono con le famigerate veline, sono arrivate all'isola dei famosi, al puttanaio de il grande fratello e altro, altro, altro coacervo di sottosviluppati che però, sono applauditi, seguiti, emulati. Dignità o voglia di sfondare una parete di carta velina pagando con il corpo? Sorridenti e sculettanti, mezze nude. Quante povere imbecilli pensarono e hanno insegnato a pensare che fosse quella la via della miglior vita, almeno quel tipo di vita-morte che le scervellate ritenevano fosse auspicabile? Tanti genitori, direi madri, in particolare, - con poca o nulla tema di essere smentita -, fecero salti mortali per farle entrare a far parte di un cast, non importava quanto si dovessero vendere. Importante era "arrivare". Arrivare dove? A marcire dentro. Oggi, quella generazione di madri inneggia alla dignità. Cos'è la dignità? Ci potremmo scrivere un'enciclopedia. Ieri le femministe già si vendicavano di antichi torti vendendo la dignità delle figlie. Oggi, fin da ragazzine, hanno spesso imparato a svendersi da sole. Le madri le hanno scavalcate da un pezzo. I padri... che potere hanno?

Ieri sera a Matrix, la Rita Anna Armeni, colta da sonno e stanchezza, parlando della manifestazione di Piazza del Popolo, si è lasciata sfuggire una frase molto indicativa, e ha parlato di movente politico. Sullo schermo, una modella a sedere nudo svettante dall'alto di un manifesto. Un altro manifesto diffuso per le strade d'Italia, con su un bel didietro jeans-ato con in tasca, ripiegato a ben mostrare il titolo del quotidiano l'Unità, si mostra in giro senza provocare indignazione alcuna e senza che qualche militante alzi il dito contro. Io, nel mio piccolo, ci vedo istigazione a sbattere la femmina per terra, a finire di spogliarla e a farsela alla spicciolata. Poi, ovviamente, si comprano anche l'abituccio e il quotidiano. E lo scopo dei veri sfruttatori è raggiunto.

Ma ci volessero fare il piacere. Imbastitrici di mistificazioni che troneggiano su quelle giovani che forse, cresciute con l'idea che sputtaneggiare in giro per soldi e visibilità sfrenata sia la normale via di vivere la vita, si lasciano manipolare e divengono la sostanza malata e istigatrice.

E allora? La giusta battaglia si combatte ormai poco anche dietro le porte di casa. Poche sono rimaste le roccheforti del valore di base di una società: a famigghia, appunto. Non come luogo di omertà, ma come focolare che accoglie intorno a sé i suoi membri, ascoltando, compartendo pensieri, gioie e preoccupazioni; sostenendo, incoraggiando a crescere nella consapevolezza dell'Essere.

Accanto a tutto ciò, al di là di tutto ciò, non soffro dell'insofferenza tipica di certe correnti di pensiero. Una persona è ciò che è in base alle esperienze che ha saputo vivere, assorbire, metabolizzare, espellendo ciò che non si confaceva all'organismo, alla mente e allo spirito. Penso che ciascuno abbia sì, il diritto di scegliere i propri percorsi. Non sopporto, come dicevo prima, le mistificazioni consapevoli. Per il resto, siamo tutti perfettibili.

Io, lo sai, ne ho vissute tante, di esperienze. Non mi ritengo un'ipocrita, né una bacchettona e sviluppo una forma di orticaria psico-fisica nei confronti di coloro che sono talmente condizionati da non riuscire a guardare oltre una soglia indotta.

Le generazioni che sono seguite a certe forme di esasperazioni, sono spaesate. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, purtroppo. Io sono tra quei cittadini che, pur avendo votato a favore del divorzio e dell'aborto, - perché ai tempi mancava la consapevolezza dei mezzi e delle condizioni che avrebbero potuto aiutare a non cadere in situazioni che avrebbero portato ad affrontare quelle dolorosissime prove -, oggi rivedrei quelle leggi.

Sono passati i tempi in cui rispondevo a donne ingioiellate che venivano a fare campagna contro, nelle sale di Palazzo Rospigliosi, che le donne delle campagne che vivevano ancora forti situazioni di disagio, fosse pure alle porte di Roma, ancora zappavano la terra, inconsapevoli di cosa volesse dire contraccezione! Oggi tutto questo non ha più senso. Non lo stesso di tempo addietro. Se ci fosse educazione a un vero senso della dignità e della responsabilità, non sarebbe più ammissibile, almeno nella massima parte dei casi, accettare scusanti. Scopare per scopare, si usa la contraccezione. Non si uccide, dopo, per lavarsi la pancia.

E il matrimonio... non va più di moda. Il matrimonio spaventa. Il matrimonio è un impegno. Il matrimonio è un lavoro. E chi si sposa si lascia poco dopo perché non hanno imparato che la vita si affronta. Tanto però, hanno vissuto la bella sceneggiata fatta di finzione. Finzione ancora più colpevole, oggi, con tutto quello di cui possiamo essere informati. E la via di fuga, la convivenza, altra sceneggiata. Rifiuto della responsabilità che affrontata fa di una femmina una donna e di un maschio un uomo. E di entrambi, dei cittadini.

Le vere battaglie a salvaguardia della dignità della persona, uomo o donna, andrebbero imbastite fin dalla scuola primaria. Educazione alla vita, al rispetto, all'amore, alla responsabilità di ciò che si fa, alla comprensione del senso di una vita che ti nasce dentro. Educazione alla contraccezione, alla sessualità sana, alla ricerca di unione all'interno della coppia. Eros senza Agape produce il niente. Ma Amore... quanto pochi possono toccare Amore con mano, dentro al proprio cuore...? E guarda che non intendo la Teresa di Calcutta. Anzi, anche lei, per me, era una che usava la mente delle masse.

Il movimento nato in seno alle cosiddette femministe, lievitato a un livello energetico inferiore, - deviato e fuorviato da un fuoco di frustrazione e di rabbia e angoscia e furia, - tutte condizioni macerate a causa di condizioni fortemente drammatiche e inaccettabili -, secondo le mie percezioni, invece di produrre benefici, ha creato un baratro. L'uomo è stato "scippato" all'improvviso di ogni prerogativa, arrogante e prevaricatore che l'avessimo forgiato. L'occidente ha affrontato il dramma con atteggiamenti estremisti - si sarebbe forse dovuto guardare anche a meccanismi più orientali...

Femminismo si deve coniugare con donna, con difesa dei valori fondamentali della società. Femminismo, splendida spinta suprema alla procreazione, si deve coniugare con Uomo, figura che dobbiamo aiutare a crescere, non emarginandolo, deridendolo, calpestandolo, infangandolo. L'Uomo è il frutto di una Donna che non ha ancora trovato la giusta via per creare la COPPIA. La Donna ha lo scettro in mano e una grande regina insegna e educa. Non uccide. I figli in provetta sono una ben povera COSA. Meglio concepire con un uomo che si ama e che ci ami e ci rispetti. Ci sono ruoli cosmici che danno senso a ciascuna creatura, nella veste in cui è stata concepita. Così penso io, nemmeno fossi Zarathustra. E proprio perché amo le Donne, ritengo che nostro sia il maggior ruolo, quello più impegnativo. Siamo noi, principalmente, a crescere i figli. Femmine, e maschi. Siamo noi che li educhiamo. Siamo noi che li distruggiamo.

Il Premier, in tutto ciò c'entra come i cavoli a merenda. Ma forse, se avessi l'energia di continuare, riuscirei a infilarcelo. Due parole: la percezione di reato è diversa, indotta ad arte, nel suo caso specifico. Sento dire che per il buon Vendola sono decadute le accuse formulate attraverso lo strumento delle intercettazioni. Laggiù si truffano i cittadini tutti, alla grande, e con effetti devastanti sull'economia della provincia intera. Il povero Silvio, assalito da ogni parte da autosfruttatrici del proprio sesso, si deve dimettere!!! Ma dai!

ciao carissima, mia sorella mi reclama! ti abbraccio, laura

Friday, 25 June 2010

Il miracolo sono io


Io penso che esistano gli angeli custodi. Il mio è molto attivo e per fortuna non mi perde d'occhio. L'altro giorno sono scivolata dal sedile di uno scooter, con la schiena rivolta verso l'asfalto.

Ma io non sono caduta a sasso, come sarebbe stato nell'ordine delle cose: sono planata, e sono stata adagiata sul terreno; mentre cadevo non mi rendevo conto di tale incongrua lentezza. Mia figlia, che reggeva in equilibrio lo scooter, mi ha detto poi, dopo aver constatato che nonostante avessi toccato terra con la nuca - per fortuna, riparata dal casco - mi fossi rialzata prontamente: mamma, è stata una cosa stranissima... hai fatto una caduta al rallentatore... Grazie, mio cherubino.

Monday, 5 April 2010

Tuesday, 8 December 2009

E' uscita la seconda edizione del mio libro "Latte di serpe"

Il libro, uscito in prima edizione il giorno 1 maggio 2004, ha cambiato faccia ed è in vendita nelle librerie italiane, oltre che sul sito della Delos Books, collana Atlantide.

Sunday, 6 September 2009

Basta una parola...

Notte, se il sonno stenta, sempre, tu mi calpesti intorno e gli occhi rifiutano il riposo. Li attendo quegli istanti, come fossero dono della tua crudeltà. A volte, come bizzarrie, folletti strambi straripano dalla bocca della mia cornucopia invisibile.

Ora, proprio ora, ecco, si affaccia il simbolo: 'Ora di Venere, giorno del Sole'. Qual momento migliore per dire che stanotte, bianca come lenzuolo di sposa d'altri tempi, mi sono invaghita del 'Forse', scivolato come sirena nelle gore di un pozzo profondo. Un mondo, nei pochi segni mai prima d'ora tanto indagati.

Si spalancano crateri e vette erompono fin dove l'occhio non arriva a scorgere... 'Forse' avrei potuto. Non l'ho fatto ma... 'forse', ancora potrei. 'Forse' sì, sì lo farò. Forse. E d'un tratto la pace m'invade, nella certezza che almeno l'illusione di me non sia perduta.

Monday, 27 July 2009

Fado

Saturday, 18 July 2009

Flamenco Andaluso al Tablao Los Gallos, Sevilla

Tango Pasion

Baila baila Mala Junta

Thursday, 2 July 2009

Parodie: pensierino

Mi fanno noia gli spunti. La banalità mi disturba. No ajo gana a' continuari. Tornate magari tra una decina di giorni...

Tuesday, 30 June 2009

Parodia da spunti altrui su "COME INGROSSARE L'EGO"

Inizio qui... (da leggere figurando che sia toscaneggiante, perché la mi' mamma l'è toscana e io almeno l'accento lo porto nel sangue)

Seppur cresciute e magari stagionate, l'eran piccine come la donnina d'antica memoria:

c'era una volta una donnina piccinapiccinapicciò che andò al mercato e comprò una ricottina piccinapiccinapicciò

l'altre donnine un si potettero trattenere dall'imitarla e unite da un sol filo di pensiero che sempre le accomunava corsero a loro volta a fare l'acquisto

ma alla fine della giornata tutte 'ste ricottine piccinepiccinepicciò finì che gli marciron tra le mani e un sapendo cché fare se le sbatterono 'n faccia perché a gettarle gli è che gli ci faceva troppo male

zitte zitte si ritiraron camminando filo muro e al calar delle palpèbre andaron consolandosi:

ma sì, tant'è meglio così che sennò la topa se la mangiava co' su mostruosi dentini, la mi' ricottina

perché a dir el vér, quello che le piccine avevano scambiato per genuino prodotto caseario, altro non era che miracolosa materializzazione di vil materia inerte distaccatasi da un panzuto masso rotolato giù dalla montagnola...

seguirà...

Sunday, 10 May 2009

Gragnano sul Garda

Insulsa quiete di parolette sfrante, schiantano lago a ben altri suoni aduso.
Ma questo è quanto, piccolo mimo, guitto.

Saturday, 9 May 2009

Respirare o morire

Il soffio che mantiene in vita, non è soltanto quello che entra nei polmoni sotto forma di aria. Aria è ogni singola emozione. Senza la curiosità di indagare e il sorriso per vivere le piccole cose, o il coraggio di affrontare le grandi imprese,l'energia vitale rimane chiusa fuori. E si muore.
Forse per questo, sta prendendo forma in me il desiderio di andare a trascorrere del tempo nella splendida città di Siviglia. L'ho già visitata, qualche anno fa, e ancora mi porto dentro una profonda impressione di gioia, di stupore. Sento fortemente che voglio ricominciare a scrivere, e Siviglia mi chiama dunque... via, più veloce della luce!!!

SuspiriaViola

Giro lo sguardo intorno e sento che spesso l'uomo è, ahimé, appena un incidente di percorso nella vita della donna.

E seppure ci sono eccezioni, servono a confermare questa regola che via via si è venuta creando.

Peccato, ci avrei tenuto, davvero, a scovare un mio simile, uno che fosse stato in grado di reggere l'urto dell'incontro.

... e più ti indago più, da te, retrocedo.

V